Approvato il nuovo Regolamento per l’accesso alle misure di housing sociale

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Data:

06 Febbraio 26

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Il Consiglio comunale di Piombino ha approvato il nuovo Regolamento per l’accesso alle misure di housing sociale, con l’obiettivo di mettere per la prima volta a sistema, in modo organico e strutturato, le modalità di accesso ai contributi economici per il sostegno alle spese abitative e ai canoni di locazione.
Si tratta di un passaggio importante per le politiche sociali del Comune, che si dota di uno strumento unico e flessibile, pensato come una cornice stabile di garanzia per l’accesso alle misure, ma allo stesso tempo adattabile di anno in anno, attraverso i bandi, all’evoluzione del contesto socio-economico e ai bisogni reali della città.
Il regolamento, frutto diuna collaborazione anche con il servizio sociale territoriale, disciplina l’accesso a contributi economici finalizzati al supporto del diritto ad un’abitazione adeguata e al sostegno delle spese legate alla locazione, con l’obiettivo di ridurre le difficoltà abitative e favorire il recupero dell’autonomia delle persone e dei nuclei familiari in condizione di fragilità.


“Con questo regolamento – dichiara l’assessore alle Politiche sociali Vittorio Ceccarelli – il Comune di Piombino rafforza una misura che da anni rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere le famiglie in difficoltà, spesso colpite da situazioni improvvise e non prevedibili. Allo stesso tempo vogliamo continuare a lavorare perché il sostegno economico sia accompagnato da un forte impegno educativo e motivazionale: aiutare significa anche stimolare le persone ad un percorso attivo per superare la propria condizione di fragilità e riconquistare autonomia”.


Sono previste tre diverse tipologie di intervento:
    • housing ordinario, contributo una tantum per sostenere il pagamento del canone di locazione o le spese iniziali per l’ingresso in un alloggio;
    • housing ricorrente, contributo periodico legato a progetti personalizzati di accompagnamento e recupero dell’autonomia, elaborati insieme al servizio sociale territoriale;
    • housing in emergenza, nuova misura introdotta dal regolamento, finalizzata a fronteggiare situazioni improvvise di inagibilità o impossibilità di utilizzo dell’alloggio, accertata dagli organi competenti, anche attraverso la copertura dei costi di strutture ricettive o di accoglienza temporanea.


L’introduzione dell’housing in emergenza rappresenta una novità rilevante, pensata per rispondere in modo rapido a eventi imprevisti e situazioni di urgenza abitativa che richiedono un intervento immediato.
La misura è finanziata con risorse del bilancio comunale ed eventuali risorse provenienti da altri soggetti pubblici o privati, ed è concepita anche per integrare e, quando necessario, supplire ai limiti del contributo affitto di livello regionale o statale, che spesso non riesce a rispondere in modo adeguato alle situazioni di maggiore difficoltà.
Per quanto riguarda l’housing ordinario, il regolamento prevede requisiti puntuali di accesso, tra cui la residenza o la stanzialità sul territorio comunale, specifici limiti di reddito e di ISEE stabiliti nei bandi, l’assenza di proprietà immobiliari e di beni di particolare valore e la presenza di una condizione di morosità incolpevole nei casi di difficoltà nel pagamento del canone.
È inoltre prevista una disciplina specifica per i nuclei familiari che dichiarano di non lavorare o di svolgere un’attività lavorativa molto saltuaria: in questi casi, la concessione del contributo è vincolata, salvo situazioni di particolare vulnerabilità, alla presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro rilasciata dal Centro per l’Impiego e/o alla documentazione relativa alla partecipazione a percorsi di formazione, istruzione o attività di volontariato.
Le domande di accesso alle misure di housing ordinario possono essere presentate per tutta la durata dei bandi, che possono prevedere anche una raccolta continua delle richieste, così da garantire una risposta il più possibile tempestiva ai bisogni delle famiglie. L’istruttoria è curata dall’ufficio politiche sociali e la valutazione è demandata alla Commissione sociale, che può individuare priorità di accesso in presenza di situazioni particolarmente gravi o urgenti.

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