Città di Piombino

(Provincia di Livorno)

Medaglia d’Oro al Valor Militare

 

“FESTA DELLA TOSCANA”

Consiglio Comunale Aperto

28 Novembre 2003 – Sala Consiliare – Palazzo Municipale

 

ORDINE DEL GIORNO

“ DIVERSAMENTE ABILI E TUTELA DEL DIRITTO DI CITTADINANZA “

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Ricordato che la Repubblica Italiana, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione:

-         assicura alle persone ed alle famiglie un sistema integrato di interventi e di servizi sociali;

-         promuove azioni ed interventi per garantire la qualità della vita, le pari opportunità, la non discriminazione e i diritti di cittadinanza;

-         previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare;

Vista l’istituzione della Festa della Toscana e , per l’anno 2003, l’intitolazione ai problemi dell’handicap, quale programma d’intervento mirato alla lotta contro ogni forma di esclusione, di discriminazione e d’ingiustizia, come quelle che ogni giorno colpiscono, nella attuale organizzazione sociale, i “ diversi “;

Vista la normativa nazionale e regionale in materia di sistema integrato di interventi e di servizi sociali,  di organizzazione e promozione dei diritti di cittadinanza e pari opportunità, nonché quella emanata specificatamente per la disciplina in tema di handicap e abbattimento di barriere architettoniche;

Preso atto con forte preoccupazione dei progressivi tagli alle finanze degli enti locali intervenuti negli ultimi anni;

Preso atto del Piano Sociale Regionale 2002 – 2004 che, nell’ambito delle finalità complessive per il sostegno della autonomia delle persone con disabilità, indica i principi e le strategie che seguono :

-         Principio della non discriminazione – qualsiasi tipo di diversità, portando con sé specifici valori, è patrimonio culturale della società e condizione essenziale di arricchimento;

-         Principio delle pari opportunità – l’eliminazione dell’ostacolo sociale, impedente la piena partecipazione alla vita collettiva, rende possibile il superamento dei limiti imposti dalla diversità;

-         Principio delle maggiori gravità – tutte le azioni devono essere rivolte alle persone in difficoltà, e alle rispettive famiglie, in modo proporzionale alla diversità rilevata;

-         Principio della concreta integrazione – i diritti umani e sociali, compressi dalle situazioni di diversità, devono essere resi effettivamente esigibili;

Dato atto che gli interventi per l’applicazione dei principi enunciati coinvolgono, oltre l’impegno tecnico  ed economico, anche un rinnovato impegno in crescita culturale, e piu’ ampiamente in tema di Politica Sociale, esteso a tutti gli ambienti, a tutte le organizzazioni pubbliche e private, e a ciascun cittadino, ispirato alla continua e flessibile ricerca dell’integrazione e al superamento dei limiti funzionali, intervenendo anche nell’area della prevenzione e dell’educazione della generalità dei cittadini, sia in modo diretto che indiretto;

            Visto il vigente Piano Sociale di Zona;

            Valutata comunque la necessità di colmare oggettive carenze e lacune che si rilevano anche nel nostro territorio in termini di risposte concrete in questo settore;

            Visti gli atti programmatori in tema di adeguamento urbanistico finalizzato all’abbattimento delle barriere architettoniche;

Visti gli interventi degli Assessorati in tema di politica sociale, per il sostegno e la promozione della partecipazione e dello sviluppo delle azioni per l’innalzamento della qualità della vita, anche attraverso l’ampliamento e la qualificazione della rete formale ed informale, all’interno della quale il Terzo Settore gioca un ruolo di sempre maggiore protagonismo, oggetto di rapporto ineludibile con la Pubblica Amministrazione;

Valutato lo stato di attuazione degli obiettivi fissati con gli strumenti accennati ritenendo possibile implementare il livello e la qualità dei servizi socio sanitari anche attraverso nuove modalità giuridiche ed organizzative delle strutture dedicate;

 

RILEVA

 

-         che il passaggio obbligato ed essenziale verso una “ Società senza esclusi “ è quello del riconoscimento della diversità di ognuno, dato atto che “ tutti siamo diversi “;

 

-         che nonostante leggi e norme siano dirette ad abbattere barriere architettoniche e a facilitare l’uso di presidi sociali e culturali, la barriera principale da abbattere, in ogni ambiente, in ciascun individuo, è quella culturale, a cui susseguono scelte, usi, azioni collettive e personali, pubbliche e private;

 

-         che la Pubblica Amministrazione deve giocare il ruolo determinante di governo del processo di elevazione culturale che passa, necessariamente, anche attraverso il ricorso a risorse appropriate al grado di attivazione necessario e programmabile;   

 

RITIENE

 

  1. di promuovere una riflessione politica sulla valorizzazione della diversità come risorsa, specificato che “ disabile “ non significa “ assistito “ ma cittadino titolare di diritti e doveri da esercitare totalmente e compiutamente;

 

  1. di rafforzare l’integrazione sociale, attraverso l’occupazione, la scuola, la cultura, i trasporti, al centro degli obiettivi da perseguire e definire prioritario l’obiettivo del superamento di ogni forma di esclusione e discriminazione, quale riconoscimento primario della dignità di persona, ad ogni livello di diversità;

 

  1. di rafforzare, compatibilmente con le risorse reperibili, la rete formale ed informale, composta dai servizi pubblici, dai servizi privati e delle organizzazioni dei cittadini, per il perseguimento degli indirizzi espressi.

 

  1. di invitare gli esecutivi competenti a continuare nell’esecuzione dei programmi e degli interventi e possibilmente potenziare in ordine all’abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture pubbliche e private, all’adeguamento delle modalità e dei mezzi di trasporto pubblico, a creare le condizioni per una migliore integrazione scolastica, per un maggiore e soddisfacente inserimento al lavoro, ad adottare politiche più avanzate di tutela, di promozione ed inserimento sociale e culturale.

 

L’Ordine del Giorno è approvato all’unanimità ( gruppi D.S., P.P.I., S.D.I., Nuova Piombino, F.I., A.N.)