L'edificio
scelto come sede del Museo, fa parte di un importante contesto urbano:
la Cittadella, l'estremo settentrionale della città fortificata,
in posizione rilevata rispetto al porto ed al nucleo urbano.
Qui si era sviluppato il complesso urbanistico castellano quattro-cinquecentesco
con villa degli Appiani, chiesa, corpo di guardia, magazzini, dipendenze,
pozzo. Il tutto raccolto all'interno di spalti, che si allungavano nella
scogliera e mura per la migliore difesa. All'esterno, una gran piazza
d'armi collegava questo luogo alla città.
In seguito l'area subisce una ristrutturazione significativa per l'organizzazione
dei palazzi imperiali della Piombino napoleonica e dei principi Felice
ed Elisa Baciocchi. I lavori riguardano l'edificio antico degli Appiani
(ora demolito) che mantiene le funzioni di residenza principesca, ma soprattutto
la nuova realizzazione delPalazzo Nuovo, oggetto dell'intervento di restauro.
Il Palazzo Nuovo viene realizzato nel 1807 con una caratteristica forma
a L, in parte riutilizzando un edificio preesistente che occupava l'ala
rivolta verso nord. Aveva la funzione di ospitare la corte, ai piani superiori;
servitori, cuochi ed altre funzioni, a piano terra. All'inizio degli anni
Sessanta del Novecento viene trasformato in scuola ed è stato solo
recentemente abbandonato.
Obiettivo generale del recupero è stato quello di valorizzare il
contesto fortificato della Cittadella, rendendolo di nuovo un punto di
riferimento per la città e il territorio, organizzandolo per visite
che possano avvenire anche via mare, usando il porto vecchio e le antiche
scalinate, con un collegamento diretto con il parco di Populonia ed il
golfo di Baratti.
Il Museo Archeologico del territorio di Populonia , realizzato nel Palazzo
Nuovo, ha sale espositive, laboratori,
sale riunioni, spazi per ladidattica e per manifestazioni temporanee,
librerie, uffici, spazi per il ristoro.I reperti esposti in buona parte
tornano nell'area dal Museo archeologico di Firenze ed il progetto scientifico
è curato dal Dipartimento di Archeologia dell'Università
di Siena, con la supervisione del professor Daniele Manacorda e il coordinamento
del dott. Giandomenico De Tommaso e della dott.ssa Silvia Guideri, in
collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per la Toscana.
L'intervento di restauro ha recuperato i caratteri originari, tipologici
ed architettonici del palazzo, con interventi sui collegamenti (si è
ripristinato lo scalone originario) e sulla distribuzione interna (si
è recuperato la copertura originaria in legno).
| Progettisti |
Pier Luigi Cervellati
Giovanni Maffei Cardellini
Alberto Montemagni
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Direzione lavori |
Alfredo Macerini
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| Impresa esecutrice |
Cooperativa Lavoratori
Costruzioni di Livorno |
Progetto degli interni
e di allestimento |
André Benaim
collaborazione Bettina Gelli |
Importo complessivo
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L. 4,2 miliardi |
| Superficie |
1.800 mq |
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