| L'insieme della documentazione è
stata depositata nell'Archivio di Piombino per volere di Isa (1922-1996),
figlia di Ezio Bartalini.
La biblioteca è costituita da circa mille volumi che comprendono
opere di politica, di sociologia, di filosofia, di storia, di pedagogia;
biografie, interventi parlamentari e scritti di geografia, di diritto,
di psicologia, di critica letteraria e di economia.
L'archivio, conservato nella casa di famiglia di Cennina (AR), è
stato recuperato nel 1995 per intervento del Comune di Piombino
e della Soprintendenza Archivistica per la Toscana. Oltre ai manoscritti
di Bartalini relativi alla sua attività politica, pedagogica,
letteraria troviamo opuscoli, pubblicazioni, dossier, ritagli e
raccolte di giornali, corrispondenza con personaggi che hanno avuto
un ruolo notevole nella storia italiana e internazionale del primo
cinquantennio del '900. Insieme alle carte di Ezio Bartalini ci
sono anche quelle di Ettore Zannellini (1876-1934) e Andrea Gaggero
(1916-1988) rispettivamente suocero e genero del Bartalini.
Ettore
Zannellini, lauretosi in medicina a Pisa nel 1902, sviluppò
la propria attività professionale a Piombino. Nel 1904, su
incarico dell'amministrazione locale, compì studi sulla situazione
igienico-sanitaria della città e una ricerca a scopo preventivo
sulle cause degli infortuni sul lavoro. Nel 1912 fu nominato medico
comprimario dell'ospedale dove aveva già prestato servizio
prima come assistente volontario poi come medico aggiunto di medicina.
Oltre all'attività ospedaliera, aprì presso la propria
abitazione un ambulatorio dove interveniva gratuitamente sugli operai
infortunati, diventando ben presto popolare come "medico dei
poveri". Nel 1908, insieme al professor Antonio Mori, era stato
fra i fondatori a Piombino della loggia massonica "Gagliarda
Maremma" di cui divenne maestro venerabile. L'adesione alla
massoneria fu una costante della sua esistenza, in nome degli ideali
laici di solidarietà e fratellanza. Costretto dai fascisti,
nel 1926, a dare le dimissioni, esiliò a Parigi dove si trovava
già la figlia con il marito Ezio Bartalini. Qui continuò
ad esercitare la professione medica a favore soprattutto dei lavoratori
italiani emigrati. Riprese anche la sua attività nella massoneria
divenendo nel 1931 Gran Tesoriere del Consiglio del Grande Oriente.
Nel 1933 si trasferì ad Istanbul presso la figlia e il genero
che nel frattempo avevano lasciato la Francia e lì morì
nel 1934.
Andrea Gaggero, sacerdote ridotto dal Sant'Uffizio allo stato laicale
per la sua attività in seno al Comitato di Liberazione, lavorò
per tutta la vita per il movimento per la pace e per la solidarietà
internazionale. Sopravvissuto al campo di sterminio di Mathausen,
insignito della medaglia d'argento della resistenza, partecipò
nel 1963 alla costituzione dell'International Confederation for
Disarmament and Peace a Oxford e poi alla creazione della Consulta
della Pace con Aldo Capitini.
Ezio
Bartalini (1884-1962) pacifista e antimilitarista, nel 1903 fondò
La Pace periodico di impostazione socialista rivoluzionaria, a cui
collaboreranno i nomi più importanti del pacifismo internazionale.
Nel 1917 si laureò in lettere (era già avvocato) e
si trasferì a Piombino chiamato dall'amministrazione comunale
a dirigere la nuova scuola tecnica dove insegnò italiano
e impostò i programmi didattici ispirandosi ai principi libertari
della scuola attiva. A Piombino sposò Lilia, figlia del dottor
Ettore Zannellini. Nel 1920 fu eletto consigliere provinciale a
Pisa e, dopo il congresso di Livorno, aderì al Partito Comunista
d'Italia. Rimosso dall'incarico di direttore didattico per aver
svolto attività di propaganda antimilitarista si trasferì
a Genova. Perseguitato dai fascisti emigrò a Parigi dove
insieme al suocero fondò l'Istituto Italiano di assistenza
medico-legale per gli italiani immigrati.
Espulso dalla Francia riparò prima in Belgio, successivamente
in Turchia dove ottenne la cattedra di filologia italiana e latina
presso l'università di Istanbul. Durante gli anni di esilio
entrò in contatto con il presidente Kemal Ataturk e con il
nunzio apostolico Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII.
Rientrato in Italia nel 1944, riprese l'attività politica,
entrò nel PSIUP e fu eletto deputato alla Costituente nel
collegio di Livorno-Pisa-Lucca-Massa-Carrara. A Roma fondò
l'agenzia di stampa La Pace e collaborò all'Avanti, al Nuovo
Lavoro e alla Gazzetta di Livorno. Riprese l'attività nel
movimento pacifista prima nei Partigiani della Pace, poi nella Consulta
italiana della Pace diretta da Aldo Capitini. |