| La biblioteca e il fondo manoscritto
che appartennero a Romualdo Cardarelli costituiscono l'insieme della
documentazione da lui reperita per studi e ricerche approfondite
che testimoniano la vastità degli interessi scientifici dello
studioso. Laureatosi a Roma nel 1919 discutendo
una tesi su Baldaccio d'Anghiari, che fu poi pubblicata nel 1922
con il titolo "Baldaccio d'Anghiari e la Signoria di Piombino
nel 1440 e 1441", Cardarelli fu uno dei fondatori della Società
Storica Maremmana e socio dell'Istituto di Studi Etruschi, della
Deputazione di Storia Patria, del Centro Nazionale di Studi Napoleonici
e della Società Storica Pisana. Collaborò con Gioacchino
Volpe e con la rivista Archivio Storico di Corsica.
Le sue pubblicazioni principali si riferiscono a momenti di storia
piombinese, elbana e corsa, alla topografia antica e medioevale
della Maremma, al sistema siderurgico in età moderna. Il
suo progetto più ambizioso e purtroppo incompiuto fu quello
di uno studio sui presidi spagnoli in Italia, per la realizzazione
del quale aveva "esplorato" sistematicamente biblioteche
e archivi in Italia e all'estero copiando di proprio pugno migliaia
di documenti.
L'ingente patrimonio librario e documentario raccolto in anni di
ricerche è conservato dal 1990 nell'Archivio storico per
volontà della figlia Margherita.
Il fondo manoscritto, formato perlopiù da trascrizioni di
documenti originali è suddiviso in 215 buste, ciascuna con
un titolo indicante la materia trattata.
La biblioteca, costituita da circa 4000 volumi, contiene edizioni
rare, cinquecentine, manoscritti ed è corredata di catalogo
stampa e informatizzato, disponibile on-line. |