| La sezione separata dell'archivio
del Comune di Piombino comprende gli atti del periodo preunitario
a cominciare dall'anno 1441. La
sezione post-unitaria è limitata agli atti anteriori al 1923;
fanno eccezione la serie delle deliberazioni fino al 1960. La restante
documentazione del periodo post-unitario è collocata nel
palazzo municipale. In seguito all'istituzione della nuova sede
archivistica presso la "Casa delle Bifore" (1990), è
stato possibile ricondurre nella città gli atti prodotti
dalle magistrature dell'antico Comune, che furono depositate cautelativamente,
nel 1912, nell'Archivio di Stato di Pisa. Il quadro costituzionale
del Comune rimase perlopiù invariato fino al 1805. Le funzioni
amministrative della Comunità venivano esercitate dagli Anziani
e dal loro Consiglio Minore, dal Senato, dal Consiglio Maggiore
e dal Consiglio Generale; nel corso del secolo XVI compare il Consiglio
dei Quaranta. Gli Anziani e il loro Consiglio Minore costituivano
i principali organi di governo, estratti secondo le norme dettate
dal Breve, alla presenza del vicario con l'approvazione finale del
signore. Le varie redazioni dei Brevi, sostanzialmente inalterate
fino alla fine del secolo XVIII rendono, assieme agli Statuti, il
quadro dell'ordinamento interno dell'antico Comune. Con l'avvicendarsi,
dal 1805, del periodo napoleonico, venne costituita la mairie, amministrata
da un maire ed un consiglio municipale. Quando, nel 1815, il principato
di Piombino entrò a far parte del Granducato di Toscana,
il Comune fu amministrato da un consiglio e da un magistrato comunitativo
costituito dal gonfaloniere e dai priori. |