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Premessa
Definizione
dell'incarico
In data 1
Ottobre 2001 il Comune di Piombino ha conferito agli scriventi un incarico
per la "Studio delle potenzialità di sviluppo delle infrastrutture
nautiche e turistiche sul litorale di Piombino".
Tale studio, che doveva riguardare il litorale compreso tra l'approdo
turistico di Salivoli e Carbonifera, aveva la finalità di individuare
possibili locazioni di infrastrutture per la nautica da diporto, nelle
varie tipologie ammissibili, di individuare eventuali interventi di adeguamento
delle strutture esistenti, nonché di proporre interventi per la
protezione della linea di costa e degli arenili.
Lo studio si doveva incentrare sui seguenti punti:
" inquadramento del bacino di utenza e della domanda locale ed esterna
di posti barca, nonché ricognizione dei posti barca già
disponibili nel territorio comunale;
" inquadramento meteomarino, previsione degli eventi estremi e calcolo
dell'onda sotto costa in prossimità delle foci;
" evoluzione recente della linea di riva con particolare riferimento
all'effetto di opere costruite sul litorale;
" analisi ed eventuale integrazione degli studi idraulici già
disponibili sul Fiume Cornia e sui fossi e canali di bonifica;
" analisi delle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti e
delle recenti proposte avanzate per la nautica minore;
" individuazione di possibili localizzazioni di attrezzature per
la nautica da diporto secondo le tipologie ammissibili (darsene interne,
approdi, punti di ormeggio, spiagge attrezzate, campi boe, pontili galleggianti);
" individuazione delle possibilità di potenziamento delle
attrezzature esistenti per la nautica da diporto;
" valutazione preliminare dell'impatto determinato dalla realizzazione
di eventuali opere sull'evoluzione delle linea di costa, sull'ingressione
del cuneo salino ed in genere sull'ambiente;
" raffronto delle ipotesi localizzative con le previsioni degli strumenti
urbanistici comunali al fine di accertarne la sostenibilità territoriale,
individuando, ove necessari, gli eventuali adeguamenti;
" valutazione della possibilità di ripascimento degli arenili;
" valutazione della possibilità di realizzazione di piattaforme
a servizio della balneazione del tratto litoraneo urbano;
" determinazione di massima dei costi delle opere proposte;
" individuazione di eventuali approfondimenti tecnici necessari per
la realizzazione delle opere proposte.
Impostazione
metodologica
La costa della Toscana centro-meridionale, e quella del Comune di Piombino
in particolare, è da anni soggetta a pressioni contrastanti che
vedono, da un lato, le legittime aspettative di crescita socio-economica
delle popolazioni residenti, dall'altro, la consapevolezza di andare ad
incidere su di un ambiente di eccezionale valore e di estrema fragilità.
La rendita di posizione, intrinseca della fascia costiera, può
essere utilizzata con limitati condizionamenti se i settori che ne usufruiscono
sono quelli industriali e delle infrastrutture, ma l'utilizzazione turistica,
che dalla posizione privilegiata trae il massimo profitto, non può
non considerare che il valore specifico del territorio si riduce se esso
viene utilizzato oltre quei limiti minimi che ne consentono l'utilizzazione
stessa.
In una crescente sensibilità ambientale, la "naturalità"
del territorio costituisce un elemento di grande valore e la richiesta
di strutture necessarie per la sua fruizione è sempre più
compressa, tanto che oggi non è facile definire un livello ottimale
di attrezzature e di servizi da fornire in modo da ottimizzare la produzione
di beni e, quindi, il soddisfacimento delle aspettative dei residenti.
La Convenzione di Rio (1992) e la Convenzione di Barcellona (1995), fra
i paesi che di affacciano sul Mediterraneo e l'Unione Europea, affermano
la necessità di uno sviluppo sostenibile della fascia costiera,
l'importanza della quale è data dal fatto che più della
metà delle popolazione mondiale vive ad una distanza non superiore
agli 80 km dal mare e, nel Mediterraneo, vi è una pressione di
circa 6 milioni di abitanti per chilometro, con una previsione di raddoppio
nel 2015 (Vallega, 1999).
Un processo che va sempre più diffondendosi fra i responsabili
della gestione del territorio costiero è costituito dalla Gestione
Integrata della Fascia Costiera, nella varie denominazioni utilizzate
(ICZM = Integrated Coastal Zone Management; CZM = Coastal Zone Management;
ICAM = Integrated Coastal Area Management; ICM = Integrated Coastal Management).
La necessità di un simile approccio deriva dalla peculiarità
di questo ambiente, con specifiche caratteristiche fisiche, biologiche,
economiche ed amministrative. L'interazione fra queste componenti rende
ciascuna di esse estremamente variabile, e processi di feed-back possono
innescarsi con evoluzioni rapidissime che possono portare ad un completo
degrado. Purtroppo, alcune di essee, ed in particolare quelle biotiche,
non mostrano di subire altrettanto rapidi processi migliorativi, tanto
che variazioni "casuali" tendono sempre a peggiorare il sistema.
Vi è una generale tendenza a considerare le raccomandazioni contenute
nelle varie convenzioni internazionali sull'ambiente come rivolte prioritariamente
ai Governi centrali, ma appare chiaro da esse che destinatari privilegiati
sono anche i governi locali, che con le loro azioni di programmazione
territoriale hanno una grande capacità di influire sull'efficacia
delle nuove possibilità dello sviluppo sostenibile.
Nella Gestione Integrata della Fascia Costiera uno dei principi basilari
è la flessibilità decisionale, in modo da consentire un
rapido adeguamento degli strumenti programmatori e delle azioni dirette
alla mutevoli necessità di questo ambiente in precario equilibrio.
Questa premessa ai risultati dello "Studio delle potenzialità
di sviluppo delle infrastrutture nautiche e turistiche sul litorale di
Piombino" vuole essere una spiegazione dell'approccio utilizzato,
che vede nel concetto di "sviluppo sostenibile" la base necessaria
di ogni politica territoriale, sia a piccola che a grande scala.
I questo ambito ci siamo mossi per valutare le possibilità di sviluppo
dei settori legati al turismo, per analizzare i progetti esistenti e per
formulare ipotesi parallele o alternative. In questa analisi le considerazioni
relative alla sostenibilità dello sviluppo e della tutela dell'ambiente
non vengono formulate in nome di una personale posizione ideologica, bensì
a garanzia di uno sviluppo socio-economico delle popolazioni residenti
che devono "utilizzare" la risorsa "ambiente" senza
giungere ad un "sovrasfruttamento" che poterebbe ad un rapido
declino di ogni attività e, in ultima analisi, della qualità
della vita delle stesse popolazioni.
Pur in una visione integrata della fascia costiera, lo studio vedrà
due modalità di svolgimento nei due ambiti territoriali in cui
si inserisce:
- Per il litorale della costa orientale sarà possibile un'analisi
areale completa e, data la continuità territoriale ed i limitatissimi
condizionamenti morfologici, sarà possibile proporre interventi
estesi.
- Lungo la costa urbana, già pesantemente urbanizzata e con forti
condizionamenti geomorfologici, le varie ipotesi si andranno ad inserire
in modo puntuale, anche se integrato con quanto esistente.
Per facilitare la lettura del documento, esso è stato diviso in
13 capitoli che riprendono ciascuno uno dei punti sui quali è formulato
l'incarico conferito dal Comune di Piombino.
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