Lavoro

L'esame degli indicatori "sociali" relativi al Sel, sulla base del censimento 1991, evidenzia la fase di crisi che l'area ha vissuto. L'indice di occupazione è inferiore al dato medio toscano (1991: 0,83) e ad esso si accompagna una quota di giovani disoccupati in forte crescita nel decennio 1981-1991 ed oggi decisamente superiore alla media (1991: 1,40). L'indice d'istruzione, pur leggermente inferiore alla media (0,89), è cresciuto sensibilmente nel corso degli ultimi anni.
La locale struttura del mercato del lavoro, in termini di partecipazione al processo produttivo, riflette più o meno sostanzialmente la media toscana; le differenze sono minime e si riferiscono ad un numero minore di irregolari e di stranieri e ad una quota leggermente inferiore di non dichiarati e doppi lavori.
I dati relativi al collocamento della sezione circoscrizionale di Piombino mostrano che nel 1999 si è verificato una riduzione degli iscritti rispetto all'anno precedente dell'1,4%, dovuto soprattutto al calo delle persone in cerca di prima occupazione (-3,2%), mentre la componente rappresentata dai disoccupati diminuisce in misura più ridotta (-0,7%). Per quanto riguarda le classi di età sono i più giovani a determinare il calo (-6,3% la classe "meno di 25 anni"; -5,5% quella "25-29 "), mentre l'unica a crescere è quella delle persone con trenta anni e più (+3,3%). La riduzione interessa tutti i settori di attività economica, ma in particolare l'industria
(-6,3%) e il terziario (-6,1%), a differenza di quanto accade in Toscana dove i due settori, e in particolare quest'ultimo, sono in crescita; diminuisce meno l'agricoltura (-3,7%) che nella regione è in forte calo (-19,8%).
Gli avviati al lavoro aumentano del 15,4%, più che in provincia (+8,5%) e in regione (+4,7%); la crescita non si verifica però in tutti i settori: agli incrementi del terziario (+22,4%) e dell'agricoltura (+18,8%), assai superiori ai corrispondenti valori della Toscana, fa riscontro infatti una riduzione nell'industria (-9,3%), che aumenta invece a livello regionale. Molto alto risulta l'aumento registrato dalle Amministrazioni pubbliche (+140,8%), che sono in diminuzione a livello regionale. Per quanto riguarda la qualifica degli avviati, crescono tutte le tipologie, ma soprattutto gli impiegati (+47,1%) e gli operai qualificati (+25,8%).
Le tipologie prevalenti nelle assunzioni sono inoltre quelle dei contratti di formazioni lavoro (+21,1%) e a tempo determinato (+18,9%), seguite dagli apprendisti (+14,1%).
Cresce il numero dei rapporti di lavoro cessati (+18,9%), assai più che in regione (+4,3%) e il fenomeno si verifica in tutti i settori di attività, con netta prevalenza delle Amministrazioni dello Stato (+92,8%), seguite da agricoltura (+32,0%) e terziario (+17,8%). Anche nelle qualifiche professionali aumentano le cessazioni per tutte le tipologie, e in particolare gli impiegati (+28,5%), gli apprendisti (+25,4%) e gli operai qualificati (+19,7%). Tutti questi valori sono assai superiori ai corrispondenti regionali.
Infine il tasso di disoccupazione rilevato dall'Irpet relativo al 1999 per la sezione circoscrizionale di Piombino, sulla base dei dati del collocamento in rapporto alla popolazione attiva, è in complesso un po' più alto che nella Toscana; risulta più elevato, e maggiore di quello regionale, nelle classi di età più giovani, fra i 14 e i 29 anni.