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| L'area costiera
della Toscana ha vissuto, nel cinquantennio post-bellico, un forte sviluppo
economico trainato dalle industrie pesanti partecipate dal settore pubblico.
A partire dagli anni '70, però, questo tipo di produzioni entra in
una crisi prolungata che culmina, all'inizio degli anni '80, in un fase
di drastica e profonda deindustrializzazione. La Val di Cornia rappresenta
l'unica realtà costiera in cui questo processo ha seguito una tempistica
parzialmente diversa ed in cui l'industria siderurgica ha continuato a detenere
un peso non indifferente in seno al quadro economico locale. La dinamica
'81-91 del settore mostra come il processo di deindustrializzazione, che
nella maggior parte delle aree costiere può ritenersi concluso nei
primi anni '80, abbia interessato la Val di Cornia con modalità particolari
proseguendo durante tutto il decennio '81-'91 e nei primi anni '90. Da rilevare
poi l'importanza che tuttora riveste l'agricoltura (che presenta una dinamica
relativa migliore della media regionale), il peso crescente del commercio
e pubblici esercizi e la dinamica espansiva rilevata per le costruzioni,
fenomeni in larga misura legati alla riconversione in senso turistico dell'area. Vivace il settore turistico che in media riesce ad intercettare un numero di presenze pro-capite superiori al valore medio toscano. L'elevata consistenza dei flussi turistici, unitamente al fatto che una buona parte di esse si dirige verso esercizi ricettivi, mette in luce come l'economia del Sel si stia progressivamente modificando nel corso degli ultimi anni e come la Val di Cornia si stia trasformando in realtà a maggior diversificazione produttiva. E' possibile desumere quale sia stata la dinamica dello sviluppo del Sel nel corso dell'ultimo quarantennio. Partendo da una quota di addetti alle attività extragricole che, grazie alle attività siderurgiche già ampiamente sviluppate, risulta nettamente superiore alla media regionale, l'area in questione ha vissuto, nel decennio 1951-1961, un processo di sviluppo più lento di quello regionale: la minore dinamicità della curva è spiegabile anche alla luce della maggiore espansività del ciclo demografico. Nei decenni seguenti, almeno fino al 1981, l'ulteriore fase di espansione demografica è stata accompagnata da una costante crescita nel numero di addetti alle attività extragricole che ha toccato il suo culmine negli anni intorno al 1981 per poi cadere bruscamente nel quindicennio successivo, fino a giungere al di sotto dei valori regionali. Ciò è imputabile alla drammatica crisi che ha investito tutte le aree toscane caratterizzate da un'industrializzazione di tipo pesante e che anche in Val di Cornia ha provocato un drastico ridimensionamento degli stabilimenti produttivi. La forte contrazione occupazionale sperimentata dall'area ha avuto ampie ripercussioni sul tessuto sociale provocando una decisa riduzione della base demografica del sistema, che si è trovato spinto sulla strada della riqualificazione ambientale e della riscoperta delle vocazioni originarie del territorio. |
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