STRATEGIA SOCIO SANITARIA

la Val di Cornia ha sperimentato negli anni '95-98 una gestione autonoma dei servizi dal punto di vista socio-sanitario nell'ambito dell'Area a Gestione Sperimentale come definita attraverso la LR 1 del 1995 e la LR 28 del 3.3.1995. Il superamento di quella sperimentazione fu voluto dalla Regione che, partendo proprio dalle esperienze positive delle tre AA.GG.SS. toscane, individuò, attraverso le leggi regionali 72 del '98 e 22 del 2000, un rafforzamento della posizione della zona dal punto di vista gestionale dei servizi, passando ad una organizzazione basata sulle strutture funzionali e sugli ospedali inseriti in un sistema di rete sia aziendale che di Area Vasta.

Presidio ospedaliero

per quanto riguarda l'offerta ospedaliera i Responsabili delle zone hanno operato un coordinamento di rete dei servizi e, in special modo nella parte sud, le tre zone (Cecina, Val di Cornia e Portoferraio) hanno predisposto piani tesi ad ottimizzare i servizi cercando di eliminare la duplicazione e specializzando i presidi ospedalieri per qualificarli dal punto di vista dell'emergenza, delle valenze chirurgiche, mediche e materno infantili.
Particolarmente importante per la Val di Cornia è il completamento del processo di qualificazione del polo chirurgico.
Lo sviluppo delle strutture e delle attività presenti per Chirurgia, Ortopedia, Oculistica, Otorino e Urologia corrisponde anche ad una logica di collocazione geografica che vede la Val di Cornia in competizione positiva con l'Area Vasta Senese e con i presidi ospedalieri del grossetano, al fine di mantenere i livelli assistenziali finora erogati proprio in un Ospedale che è di confine tra due Aree Vaste.
Al tempo stesso la centralità di Piombino tra la Bassa val di Cecina e l'Elba permette di diventare punto di riferimento per certe chirurgie, non solo per concentrare qualificati interventi, ma anche per decentrare metodiche chirurgiche in fase di ricovero breve e nelle attività ambulatoriali.
I rapporti con le altre due Zone si completano con la identificazione di Cecina per quanto riguarda i servizi di Area Medica e Materno Infantile e con l'Elba attraverso un piano strategico aziendale che vede qualificare il Presidio di Portoferraio dal punto di vista dell'urgenza ed emergenza in tutte le specialistiche di base.
L'approvazione del Piano Sanitario Regionale 2002-2004, che individua nelle 3 strutture ospedaliere un nodo portante della rete regionale, richiede azioni coerenti nel periodo di vigenza del piano stesso.

La prevenzione

L'Azienda 6, per impegno dell'Assessorato alla Salute toscano, ha conosciuto un potenziamento specifico del settore della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro attraverso lo sviluppo ed il finanziamento di un piano mirato che ha riguardato in particolare il settore della siderurgia.
Nel settore della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ma più complessivamente in tutta l'Area Funzionale della Prevenzione, si registrano buoni risultati operativi grazie alle relazioni tra Enti locali, Regione ed ASL che, in una logica di rete aziendale, hanno determinato l'attivazione di interventi specifici.
Sono stati attivati cinque tavoli di concertazione tra Asl6, Rls delle ditte in appalto e Lucchini la maggiore realtà realtà regionale in campo siderurgico. I primi due relativi alla prevenzione dei rischi sanitari sui lavoratori e sulla popolazione, gli ultimi tre, già conclusi, relativi alla sicurezza.
" tavolo per la programmazione di interventi mirati alla prevenzione dei rischi sanitari per i lavoratori del reparto cokeria (ASL, Comune, Lucchini)
" tavolo per la determinazione dell'impatto del reparto cokeria sulla popolazione generale, in particolare riguardo all'immissione di IPA (ASL, ARPAT, Comune, Lucchini)
" tavolo per la rivisitazione del Piano di Sicurezza della Lucchini (ASL, ARPAT, Comune, Lucchini)
" tavolo per l'analisi del fenomeno infortunistico nelle ditte di appalto operanti presso la Lucchini
" tavolo per la revisione del Piano di Sicurezza delle ditte di appalto operanti presso la Lucchini
" Iniziative formative sulla sicurezza finanziate tramite la misura "D" del Bando multimisura del Circondario.
Gli interventi specifici menzionati rientrano in un progetto triennale che costituisce un modello condiviso tra enti locali, Regione ed Asl sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Insieme a questo è necessario potenziare la formazione sulla sicurezza e favorire il ricorso ad un call center già attivo (numero verde) in collegamento con un servizio di pronto intervento attivo per 24 ore, sulle problematiche della prevenzione e sicurezza delle aree industriali.

Servizi territoriali

E' stata confermata nel tempo la gestione associata dei servizi sociali con delega alla ASL.
Nella rete dei servizi territoriali, il forte coinvolgimento degli Enti locali, del volontariato, del terzo settore inizia con i piani sociali e il patto sociale della salute promossi dall'articolazione della Conferenza dei Sindaci ai quali partecipano la Zona e i Responsabili delle strutture ad alta intensità con l'UF del sociale. In tale contesto è importante il processo che si prefigura come nuovo Piano Sanitario Regionale che punta sulla Zona - Distretto e sul coinvolgimento dell'Ente locale sia dal punto di vista programmatico che gestionale integrato dei servizi.
La conferma dell'attuale livello di competenza della Zona sul Presidio Ospedaliero e dell'attuale processo di integrazione ospedaliera tra le Zone affrontato dall'Azienda potrebbe essere l'elemento per dirimere i dubbi sull'argomento. A questo proposito i Comuni hanno insediato una Commissione per precisare il progetto.
E' iniziato inoltre il lavoro che consentirà di sperimentare la Società della Salute della Val di Cornia con la partecipazione diretta dei Comuni.
La Regione Toscana si impegna a sostenere i comuni della Val di Cornia (tecnicamente e finanziariamente), in relazione al documento che il dipartimento sta predisponendo, nel processo di attuazione e di sperimentazione della Società della Salute.

Piano sociale di zona

Relativamente alla programmazione sociale saranno perseguiti gli obiettivi di redistribuzione nel territorio dei servizi necessari a fornire risposte omogenee organizzandole in modo condiviso con le persone, le famiglie, le comunità locali e valorizzando tutte le risorse pubbliche e private.
In particolare, per il territorio della Val di Cornia saranno configurate azioni volte a:
" sostenere azioni innovative anche al fine di trasformare i servizi già attivi da prassi assistenziali ad una logica di promozione di benessere sociale e di prevenzione di disagio
" favorire l'adozione di forme di erogazione di servizi orientate al raggiungimento di maggiori standard di qualità ponendo specifica attenzione alle famiglie con soggetti non autosufficienti e disabili
" promuovere strategie di coesione sociale soprattutto nelle aree interessate da forti fenomeni immigratori
" ampliare l'utenza e diversificare e rendere flessibile l'offerta di servizi educativi, migliorare la qualità degli interventi e la loro efficacia.
Sarà inoltre attivato il percorso di realizzazione del Piano di Salute collegato alla sperimentazione della Società della Salute al fine di definire gli interventi di natura sociosanitaria utili a soddisfare i bisogni emergenti a livello zonale.