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I motori
dello sviluppo locale
La Val di
Cornia rappresenta tuttora uno dei centri a più elevata presenza
industriale in Toscana, la sola area specializzata in attività
di "base" di tipo qualificato, nonostante la lunga e pesante
crisi industriale iniziata dagli anni '80.
Ancora oggi l'area presenta, rispetto al resto della Toscana, un sistema
produttivo caratterizzato, come si è visto sopra, da una forte
presenza dell'industria, in particolare di quella metallurgica e, anche
se in misura minore, dalla produzione di energia elettrica.
La prospettiva industriale si mantiene ancora vitale permettendo una continuità
con il recente passato, che non era scontata nel panorama di generale
de-industrializzazione della costa. Il mantenimento di questo "motore
di sviluppo" è pertanto condizione indispensabile nel medio
periodo per il consolidamento dei livelli di benessere raggiunti dalla
popolazione dell'area e di alcune aree contermini.
A fianco dell'industria si sono poi sviluppati altri settori produttivi
(come le attività legate al turismo e alla ruralità che
costituiscono il 15% della base economica locale), capaci di offrire una
dinamica aggiuntiva allo sviluppo locale puntando su una nuova identità
territoriale diffusa (il mare, l'interno, i prodotti della terra, i borghi).
Anche le attività portuali possono costituire un ulteriore settore
importante, sia nelle funzioni di supporto alle altre attività
locali, turistiche ed industriali, sia per la caratterizzazione dello
scalo portuale di Piombino all'interno del sistema portuale toscano. Intorno
al porto, sfruttando la visibilità offerta dai flussi di passaggi
verso l'arcipelago e la Sardegna, può infatti svilupparsi un sistema
di concentrazione e specializzazione di natura promozionale e commerciale
di riferimento per il turismo della costa e dell'interno.
Si tratta quindi di creare un primo modello sperimentale di sistema dei
"motori" minori dello sviluppo, basato sulla interconnessione
fra turismo e qualità storiche, artistiche ed ambientali dell'area.
A tale modello si possono raccordare altre risorse territoriali, anche
esterne al sistema locale, come ad esempio quelle delle colline metallifere,
con lo scopo di segnare un'identità territoriale forte, (quella
basata sul territorio del "metallo") alla quale collegare le
molteplici facce delle risorse spendibili sul piano del marketing territoriale.
Area della
piccola e media impresa
I firmatari
del presente Protocollo d'Intesa ritengono fondamentale rafforzare il
sistema di aree produttive esistenti, in modo da dare risposta affermativa
alle esigenze più variegate delle imprese collocate sull'asse infrastrutturale
della SRT 398.
A tal proposito i Comuni hanno programmato la messa in sicurezza delle
aree di Montegemoli e Campo alla Croce, con finanziamenti nel DOCUP Ob.2
2000-2006. Sono poi state individuate ulteriori aree per l'insediamento
produttivo in loc. Asca.
Per offrire un contributo significativo al sistema produttivo locale della
piccola e media impresa i firmatari ritengono inoltre centrale l'istituzione
dello Sportello Unico per le Attività Produttive.
Marketing
di area e promozione in generale
E' necessario
incentivare precise e funzionali politiche ed iniziative di marketing
territoriale attraverso la collaborazione di Provincia Sviluppo ed Toscana
Promozione. Nel campo dei servizi alle imprese è inoltre attivo
l'incubatore di Venturina, realizzata da Bic Toscana, di cui se ne conferma
il ruolo importante. Una specifica intesa verrà sottoscritta con
la Provincia di Livorno.
Lo sviluppo
rurale
L'adozione
della variante normativa unitaria ai PRG, per quanto riguarda le aree
agricole, e l'attuazione del programma locale di sviluppo rurale costituiscono
gli obiettivi salienti, sui quali si è già lavorato, ma
che devono trasformarsi in opportunità per il territorio e per
le aziende agricole.
Il Circondario della Val di Cornia è impegnato ad elaborare un
proprio programma locale di sviluppo rurale per i territori di tutti i
comuni che compongono la Val di Cornia, per i quali è divenuta
rilevante la tematica relativa allo sviluppo rurale, sia per quanto riguarda
l'ammodernamento strutturale, sia per l'urgente necessità di portare
a soluzione alcune problematiche specifiche, quale quella della risorsa
idrica. Gli obiettivi salienti in questo campo sono quelli del miglioramento
della qualità della vita nelle zone rurali e la qualità
delle produzioni (vino, olio d'oliva, ortaggi).
Il programma locale, tendente a costruire un nuovo modello di sviluppo
economico che assegni all'agricoltura un posto di primo piano, coniugando
le attività rurali con le necessità di tutela ambientale
ed orientandole verso produzioni competitive e di qualità, non
ha potuto trovare una sua configurazione autonoma, ma è stato recepito
all'interno del piano locale provinciale.
Da parte del Circondario non è ancora compiuta una effettiva assunzione
della gestione amministrativa delle materie agricoltura e ambiente, poiché
il definitivo trasferimento delle competenze dalla Provincia al Circondario
non è stato seguito da un'adeguata dotazione di personale. Per
l'esercizio delle funzioni in tale settore la difficoltà principale
è dunque rappresentata dall'assenza di un ruolo più autonomo
e diretto nella gestione del piano di sviluppo rurale, ed anche per questo
è stato richiesto un più netto riconoscimento regionale
del Circondario come ambito di programmazione.
Il patto
territoriale
Il Patto
Territoriale di Piombino - Val di Cornia, giunto al terzo anno di operatività,
ha portato a termine la valutazione delle risorse derivanti da economie
e rinunce ed ha altresì provveduto a formalizzare al Ministero
competente, come da specifica richiesta, l'attivazione delle procedure
di revoca per le iniziative non avviate. Tali accertamenti hanno consentito
di individuare un ammontare di risorse potenzialmente disponibili per
il riutilizzo pari a poco più di 10 miliardi di lire (5 milioni
di euro). Su tale base, a seguito della riapertura delle concertazione
da parte dei Soggetti Promotori, il Soggetto Responsabile ha presentato
formale istanza di riassegnazione al Ministero delle Attività Produttive,
la cui autorizzazione al riutilizzo deve considerarsi preliminare all'emanazione
di un Bando per la selezione di nuovi progetti da inserire in un "Protocollo
Aggiuntivo".
Il Circondario
ritiene opportuno avviare il processo di regionalizzazione degli strumenti
di programmazione negoziata, che garantirebbe il confronto su queste problematiche
con un interlocutore più vicino, non soltanto in termini fisici.
La Regione
Toscana si impegna a sostenere il processo di rimodulazione ed attuazione
del Patto Territoriale affiancando i soggetti promotori su eventuali richieste
di proroghe laddove queste fossero giustificate.
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